Ansia e attacchi di panico

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Quante volte nella nostra vita, o semplicemente nell’arco di una giornata abbiamo pensato “che ansia!”? Forse tante, troppe. Ma che cos’è l’ansia?

La parola stessa deriva dal latino angere che significa “stringere” e comprende tutte le sensazioni di apprensione, oppressione e nodo alla gola, spesso accompagnate da tensione muscolare, mancanza di respiro, incapacità di rilassarsi, difficoltà di concentrazione, stanchezza, irritabilità, insonnia. Tuttavia, l’ansia non è sempre patologica. Pensiamo per esempio a quando dobbiamo affrontare un esame. Se non avessimo adeguati livelli di ansia molto probabilmente non ci sforzeremmo di studiare per superarlo. O quando per esempio guidiamo o dobbiamo parlare in pubblico: adeguati livelli di ansia ci permettono di rimanere all’erta ed affrontare compiti impegnativi.

A livelli eccessivi però l’ansia può diventare paralizzante.

Viene definito “disturbo d’ansia generalizzato” uno stato continuo e persistente di preoccupazione per diversi eventi, che risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza rispetto alle reali circostanze, che invece rappresentano eventi temuti dal soggetto. Queste preoccupazioni sono accompagnate da almeno tre dei seguenti sintomi: irrequietezza; facile affatticabilità; difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare; sonno disturbato (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno).

Quando l’ansia si trasforma in panico?

Come l’onda di uno tsunami, lo avvistiamo lontano, lo osserviamo avvicinarsi, ne siamo travolti e sopraffatti, senza scampo, per poi vederlo svanire lontano. Tachicardia, brividi, sensazione di soffocamento, perdita dell’equilibrio, formicolii, paura di perdere il controllo e di impazzire, paura di morire. Spaventati ci rivolgiamo al medico per sapere cosa è successo. E quando questo avrà scongiurato malattie e problematiche a livello medico scopriamo di aver avuto un vero e proprio attacco di panico. Spesso dopo il primo attacco si prova una continua angoscia e preoccupazione che ne arrivi un altro (ansia anticipatoria). Questa situazione può aggravarsi diventando una prigione per chi ne soffre che per esempio sviluppa la paura di uscire di casa o di essere da solo per brevi tragitti. La durata di un attacco di panico in media è di 20-30 minuti ma a chi lo sperimenta sembra un tempo molto più prolungato.

Molti vivono il panico come l’assalto di un mostro che deve essere sconfitto e cacciato ad ogni costo. Lottare in questi casi è la cosa più sbagliata: quando si sente la crisi che si avvicina, l’unica cosa da fare è non opporsi, lasciarsi attraversare come da un’onda che butta all’aria tutte le nostre abitudini e schemi mentali. Sono proprio questi schemi che ci siamo costruiti secondo una visione che ci vuole sempre in forma, performanti, puntuali, attraenti e socievoli che ci ingabbiano fino al punto che un giorno dentro di noi qualcosa si ribella e vuole uscire allo scoperto. È la nostra parte più autentica a cui abbiamo negato l’espressione, è la nostra rinuncia a provare piacere, è la felicità che ci neghiamo ogni giorno. Come un leone che ruggisce il nostro istinto si libera dall’autocontrollo e più impariamo ad ascoltarlo e prima il panico se ne andrà.

Dr.ssa Margherita Lenzi – Psicologa di Mama Chat

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