Le emozioni positive: una vera e propria risorsa

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Tutti noi, anche le persone che appaiono più solari, sempre positive e con il sorriso sul volto, affrontano dei momenti bui, delle difficoltà che, in alcuni casi, sembrano addirittura non finire mai.
Gli altri, poi, ci appaiono sempre perfetti e pronti a tutto, mentre noi stentiamo a rimanere in piedi davanti ai piccoli e grandi scogli che la vita ci pone davanti.
Dove trovare le risorse per far fronte a queste difficoltà nel miglior modo possibile?
Sembrerà strano, ma alcuni possibili punti di forza, alcune risorse appunto, non sono assolutamente lontane o difficili da recuperare, perché si trovano proprio dentro di noi.
E sono le nostre emozioni, quelle maggiormente positive.
La psicologia positiva è infatti quel ramo della psicologia che si è recentemente concentrato sullo studio e sulla comprensione del benessere della persona, focalizzandosi proprio sulle risorse e sulle potenzialità dell’individuo. Secondo questo approccio, le emozioni e i tratti positivi – quali l’ottimismo, la resilienza, la gratitudine, il perdono – sono in grado di influenzare il benessere psicologico delle persone. Non solo; le persone che provano emozioni come la gratitudine sono anche quelle che risultano essere maggiormente felici.

Quindi, come affidarsi a queste risorse?

Moltissimi lavori scientifici hanno studiato la possibilità di coltivare le proprie emozioni positive per renderle realmente efficaci ed utili nella propria quotidianità.
Martin Seligman, psicologo americano fondatore della psicologia positiva, ha proposto quello che è stato chiamato l’esercizio delle “tre benedizioni”, che si pone l’obiettivo di sviluppare un atteggiamento positivo rispetto alla propria vita.
Lo studioso consiglia di prendere nota, quotidianamente, di tre successi raggiunti durante la propria giornata, ma anche del motivo e del significato per cui li si ritiene tali. Non sono necessari grandi traguardi, ma sono sufficienti semplici momenti della giornata in cui si è stati bene (“Ho trascorso un bel momento con mia figlia” oppure “Ho visto un paesaggio che mi ha emozionata”). Questo breve ma significativo esercizio permette di focalizzarsi sulle proprie emozioni positive e sviluppare la propria resilienza. Il rischio, altrimenti, è quello di sentirsi sopraffatti dalle difficoltà e dalle sensazioni negative, mentre questo semplice esercizio aiuta a bilanciare nella giusta direzione le proprie emozioni.

Che cosa puoi fare?

Oltre al “compito” di cui abbiamo parlato, la letteratura scientifica sul tema ha evidenziato la possibilità di svolgere molti altri esercizi utili a coltivare le proprie emozioni positive. Una fra tutte, che ha ricevuto grande attenzione, è la gratitudine, proprio per il suo forte legame con la felicità, con l’ottimismo e con il benessere.
Essere grati vuol dire riconoscere che un’altra persona ha fatto qualcosa per noi, qualcosa che ha un importante valore ma che non ci era per forza dovuto. Si tratta di un’emozione che può nascere in diverse occasioni, come quando l’altro ci dedica un pensiero o un momento della sua giornata.
Come coltivare allora questa emozione positiva?
Gli esperti consigliano di tenere un vero e proprio diario della propria gratitudine, pensando anche in questo caso a tre (oppure cinque, per chi ha voglia di investire un po’ più tempo) motivi per cui, durante la giornata, abbiamo provato gratitudine. Può trattarsi di cose davvero semplici, come un sorriso o un incontro, ma questo aiuterà a focalizzare la propria attenzione su ciò che di bello ci circonda. Tornare indietro e sfogliare il proprio diario, poi, permette di rivivere sensazioni ed emozioni che altrimenti potrebbero perdersi nel tempo.
Un altro modo per coltivare la propria gratitudine è scrivere una lettera di ringraziamento a una persona che, per svariate motivazioni, non si ha avuto modo o tempo di ringraziare; la scrittura infatti permette di riorganizzare i propri pensieri e sentimenti e di dare significato agli eventi.
Se alle parole si preferiscono le immagini, un’altra possibilità è quella di creare il proprio collage di gratitudine, ovvero un insieme di fotografie, di giornali o di noi stessi, ma anche di disegni, per rappresentare ciò per cui si è grati.
Esistono quindi diversi modi per coltivare la propria gratitudine, da scegliere in base alla modalità di espressione preferita e a quello che si ritiene maggiormente utile, ma ciò che li accomuna sono gli effetti benefici del riuscire a focalizzare l’attenzione sulle cose positive che ci accadono e ci circondano.

Dssa Francesca Danioni – Team di Mama Chat

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